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Come vengono ricondizionati gli iPhone SENSO? In soli quattro step!

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Mentre il mercato del ricondizionato si espande, una grossa fetta di popolazione esprime ancora qualche dubbio sull’efficienza di un prodotto che viene venduto come nuovo, ma che nuovo non è.

I dispositivi ricondizionati – specie gli smartphone, che vengono acquistati e sostituiti con una certa frequenza – hanno proposto finora una soluzione validissima a una serie di problematiche, sia globali (impatto ambientale, emissioni e rifiuti) che strettamente personali (prezzi troppo alti per i modelli nuovi, bisogno di risparmiare).

La diffidenza però resta, se non altro perché sul web spopolano e-commerce e siti di telefoni ricondizionati ma pochissimo viene detto sul processo di ricondizionamento nel suo insieme.

È necessario dunque fare un passo indietro. Indagare, approfondire, spiegare. Perché c’è un motivo per cui ricondizionato e usato sono due cose diverse, esiste una ragione precisa se il prezzo di un iPhone ricondizionato è leggermente più alto di un usato. E parte tutto – sempre – dal processo di ricondizionamento.

Quella che leggerai qui di seguito è la procedura di produzione di SENSO, realtà imprenditoriale tutta italiana che dal 2019 ad oggi si è fatta già conoscere in Europa e nel mondo.

Per i suoi iPhone ricondizionati, SENSO si affida ad un team di professionisti esperti e a ben 56 test su software e hardware che garantiscono un prodotto finale davvero pari al nuovo. Proveremo quindi a illustrarveli tutti, per aiutarvi a capire meglio come funziona il mondo del ricondizionamento e a scegliere con consapevolezza il vostro prossimo iPhone rigenerato.

Il processo di ricondizionamento in quattro fasi

La procedura di produzione che SENSO applica ai suoi iPhone da rigenerare segue quattro passaggi, tutti essenziali e assolutamente non intercambiabili.

Inizia tutto, comunque, con la consegna degli smartphone usati da rigenerare. In fase preliminare, SENSO si accerta che non ci siano danni tali da rendere praticamente impossibile il ricondizionamento.

Succede infatti anche questo: alcuni smartphone vengono scartati già in principio perché i danni che presentano li posizionano sul gradino più basso rispetto ai gradi di ricondizionamento. Si parla in questo caso di dispositivi ricondizionati di “grado non conforme”, utili soprattutto come pezzi di ricambio per altri smartphone di pari modello. Tutti gli altri iPhone in condizioni dignitose accedono invece alla parte dei test.

Fase uno: diagnostica con Phonecheck

Il primo step è quello di controllo e analisi. SENSO si avvale di Phonecheck in questa fase, ovvero un software che permette di verificare che ogni singolo componente del dispositivo funzioni come dovrebbe.

Molto utilizzato nel mercato del ricondizionato, Phonecheck consente di accedere a un’ispezione globale con tanto di report finale, documento di fondamentale importanza per rintracciare la storia di ogni dispositivo.

Cosa viene controllato nella fase uno, dunque?

  • il meccanismo di riconoscimento facciale;
  • colore, intensità e luminosità del display;
  • capacità ed efficienza della batteria;
  • il sensore di prossimità, l’NFC, il GPS;
  • l’audio, i tasti laterali, la vibrazione;
  • etc.

Su alcuni componenti, poi, i test sono ancora più approfonditi. Per esempio, per capire fino in fondo quali sono le reali capacità della batteria iPhone, viene avviato un test di drenaggio per almeno cinque minuti. Solo le batterie con meno di 500 cicli di ricarica superano questo test. Tutte le altre vengono invece sostituite.

La fase uno è anche quella dell’assegnazione del grado di usura. Gli smartphone troppo danneggiati (Grado E o Grado D) non accedono alla fase successiva. Va detto che SENSO, sul suo catalogo online, offre soltanto iPhone ricondizionati di Grado A, di Grado AB, di Grado B e di Grado C. Dunque solo questi dispositivi continuano il percorso di ricondizionamento.

Infine, l’ultimo passaggio della fase uno è quello della pulizia esterna, che riguarda gli altoparlanti, i tasti e il dock di ricarica.

Fase due: apertura del dispositivo

Durante la seconda fase, l’iPhone da ricondizionare viene aperto e controllato dall’interno. Scopo di questo passaggio è principalmente quello di controllare se i componenti interni sono come e dove dovrebbero essere.

Viene quindi ispezionata la parte dello schermo, per accertare che non sia rotto, incrinato o – in qualche modo – aperto. Successivamente si passa al controllo degli elementi interni alla scocca: qui i tecnici a lavoro cercano eventuali componenti ossidati e non più utilizzabili, che vanno poi necessariamente sostituiti.

Nel caso di una batteria non perfettamente efficiente, per esempio, si procede subito con la rimozione e con la sostituzione. SENSO – nel caso in cui avvenga la sostituzione – utilizza per i suoi iPhone rigenerati batterie nuove e potenziate con capacità di gran lunga maggiori rispetto all’originale. E anche la guarnizione della scocca viene cambiata, a prescindere dal livello di usura.

La fase due è anche la fase della pulizia; una pulizia un po’ più approfondita però, perché a quel punto l’iPhone in mano ai tecnici è completamente aperto e scomposto. Muniti di pennellini e panni appositi, i tecnici puliscono quindi sia la fotocamera (anteriore e posteriore) che gli speaker, così da eliminare ogni fattore di disturbo.

Infine, il telefono viene riassemblato con la massima cura.

La fase di apertura del telefono è – ovviamente – la più delicata. E va eseguita con attenzione, utilizzando strumenti ad hoc, guanti e tutta l’accortezza che serve quando si ha per le mani un oggetto così complesso e delicato.

Terminata questa fase della procedura, il prodotto viene inserito nuovamente nel suo sacchettino con codice a barre identificativo, pronto per accedere allo step successivo.

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Fase tre: si ricomincia con i test!

Come abbiamo scritto all’inizio di questo articolo, i test che SENSO avvia su ogni dispositivo ricondizionato sono 56.

Pertanto, non si fermano soltanto alla prima fase ma continuano nella terza, perché anche i componenti controllati, sostituiti e puliti, devono essere ispezionati prima di essere rimessi in vendita.

La frase tre è, quindi, praticamente identica alla fase uno. Con l’aiuto di Phonecheck, i tecnici verificano che tutto sia perfettamente funzionante. E di nuovo si ricomincia a controllare: il riconoscimento facciale, il true tone, la batteria, i sensori, ecc., fino ad arrivare alla gradazione ufficiale dell’iPhone ricondizionato.

Essenziale la certificazione della gradazione ufficiale, perché è solo grazie a questa che sarà possibile attribuire un prezzo al prodotto finale. In altre parole, il prezzo degli iPhone rigenerati è strettamente legato al grado di usura e ricondizionamento. Più alto è il grado, più importante sarà il costo.

Di conseguenza, quest’ultimo passaggio della procedura di produzione permette di presentare al pubblico un iPhone ricondizionato all’altezza delle aspettative di chi lo acquista. E di evitare qualunque delusione.

Finito tutto, il sistema operativo del dispositivo viene resettato così da portarlo alle condizioni di fabbrica. Ma sarà ora pronto per la vendita? Non ancora. Perché deve passare per un’ultima, fondamentale, fase.

Fase quattro: pulizia e impacchettamento

L’ultima fase è quella relativa all’igienizzazione dell’iPhone ricondizionato e al suo impacchettamento. Fermo restando che un ultimo controllo si fa anche qui, se non altro per essere certi che le informazioni caricate sulla piattaforma di SENSO siano le stesse di quelle presenti sul documento di report.

La pulizia viene eseguita di nuovo sugli speaker, sul dock di ricarica, e poi anche sulla scocca, lucidata – se serve – con un panno. Infine, i tecnici chiudono l’iPhone nella sua confezione finale.

Bisogna dire che, nel caso di SENSO, il packaging è di una particolarità degna di nota. La scatola con cui viene venduto lo smartphone rigenerato infatti è realizzata in materiale riciclato. Un dettaglio che è però denso di significato, perché rispecchia a pieno la mission di questa azienda italiana: produrre effetti positivi sulla salute dell’ambiente attraverso una serie di piccole azioni positive.

Azioni positive come la rigenerazione di uno smartphone, e l’impegno che serve per rendere l’acquisto di dispositivi ricondizionati non più l’eccezione ma la norma.

Comprare un iPhone ricondizionato è una scelta responsabile

Il velo di diffidenza che ancora avvolge il mondo del ricondizionamento non si spazzerà via di certo con la lettura di questo articolo. Illustrare il procedimento passo dopo passo però può aiutare ad affievolire il dubbio e le paure che confondono chi vuole risparmiare facendo del bene all’ambiente.

Comprare uno smartphone ricondizionato è una scelta responsabile, è un passo avanti verso l’economia circolare e lo shopping consapevole.

E se il timore di prendere una decisione sbagliata è ancora troppo forte, affidarsi a una realtà sicura come SENSO rappresenta indubbiamente una strada da percorrere. Considerate che ogni dispositivo ha una garanzia base di dodici mesi – estendibile fino a ventiquattro – e l’assistenza (e l’eventuale sostituzione di un prodotto) è sempre disponibile e repentina. Comprare uno smartphone ricondizionato – come quelli che trovi sulla Boutique online di SENSO – è una scelta responsabile, un passo avanti verso l’economia circolare e lo shopping consapevole.

Così come succede quando compri un modello nuovo. Perché un iPhone ricondizionato è, in fondo, quasi nuovo. È solo già stato amato.


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